Fotografare i fulmini Fotografare i fulmini

Foto di apertura: Licenze Creative Commons 2.0 (CC) Foto di MattysFlicks

Quando la stagione estiva è oramai conclusa, arriva l’autunno con le sue piogge e non c’è momento migliore per cogliere le nuove sfide che la fotografia ci propone. Tra queste c’è sicuramente la tecnica per imparare a fotografare i fulmini. Le tempeste elettromagnetiche o più semplicemente i temporali possono essere occasioni uniche per cimentarci con le fulminazioni. Il lampo, pur essendo particolarmente veloce ed effimero, può es sere fotografato con risultati davvero formidabili. Partiamo dal presupposto che per fotografare uno o più fulmini con soddisfazione, oltre alla tecnica e a un minimo di attrezzatura, dovremo contare molto sulla fortuna. Il lampo è talmente imprevedibile che spesso le migliori foto sono soprattutto frutto del caso. Questo, però, non deve scoraggiarci, bensì invogliarci ancora di più a provare e riprovare. Sarà quindi opportuno dotarsi di pazienza e non disperare mai se ai primi colpi non riusciamo a ottenere una foto soddisfacente.

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L’attrezzatura
In primo luogo è fondamentale equipaggiarsi per la pioggia. L’ideale sarebbe appostarsi sotto una tettoia o un anfratto che permetta di non bagnarci. Tuttavia questo non è sempre possibile, poiché dipende molto dal luogo in cui ci troviamo. Se abbiamo una casa in campagna, il portico potrebbe essere perfetto. Chi invece deve spostarsi per fotografare un paesaggio in tempesta, è opportuno che si porti sempre dietro un ombrello molto capiente che possa coprire la fotocamera e la nostra persona. Con delle semplici fascette, possiamo agganciarlo al cavalletto e ricavarne così una struttura che non avrà bisogno delle nostre mani per essere sorretta. Non dimentichiamo poi un impermeabile e delle calzature adatte con la suola in gomma. Anziché l’ombrello che talvolta può rivelarsi ingombrante a seconda di dove scattiamo, possiamo usare delle comode sacche impermeabili per reflex. In commercio ne esistono davvero molte e per tutte le tasche. Ricordiamoci solo di acquistarne una adatta alla nostra fotocamera e all’obiettivo che utilizzeremo. Il treppiede è poi il secondo oggetto indispensabile. Per scattare a un fulmine e soprattutto di notte, è indispensabile contare sulla massima stabilità. Utilizzate un modello con i piedini in gomma che permetterà di mettervi al sicuro dalle scariche elettrostatiche. La scelta dell’obiettivo dipende dal tipo di fotografia che vogliamo ottenere. Se siamo interessati a comprende il paesaggio, possiamo optare per un grandangolare come il Sigma 10-20, oppure per una normale lente in kit come i tanti 18-55 che vengono venduti insieme alle reflex. Se invece vogliamo focalizzare l’attenzione sul fulmine, possiamo sfruttare un tele zoom come un 70-200 o 70-300. In questo caso, però, ricordiamo che più stringiamo l’inquadratura e minori saranno le probabilità di catturare la fulminazione in quel dato punto. Per ottenere buoni risultati nel minor tempo possibile, consigliamo quindi di provare prima con un grandangolare.

Fotografare i fulmini

Licenze Creative Commons 2.0 (CC) Foto di Terry Presley

La tecnica
Per fotografare i fulmini è fondamentale utilizzare tempi di scatto piuttosto lunghi. La durata di una fulminazione è di pochi attimi e non possiamo certo sperare di catturarla con la semplice pressione di un pulsante. Dobbiamo quindi dare modo alla fotocamera di tenere aperto il diaframma per un determinato periodo di tempo e sperare che in quella frazione compaiano dei fulmini. Se la fortuna ci assiste e se ne verifica almeno uno, avremo fatto centro. Infatti, verrà impresso nella nostra foto. Impostiamo  la fotocamera in modalità a priorità di Tempi, così da scegliere il tempo di scatto e lasciare alla reflex il calcolo della giusta apertura. Iniziamo con un minimo di 30 secondi. Se non dovesse bastare, è possibile utilizzare la modalità B o Bulb che permette di mantenere aperto il diaframma fino a quando premiamo il pulsante di scatto. Per evitare il fastidioso effetto micromosso dovuto alla pressione del pulsante, possiamo utilizzare un dispositivo di scatto remoto. In alternativa, se non vogliamo spendere soldi, sfruttiamo lo scatto temporizzato. Se vogliamo fotografare un paesaggio, è opportuno seguire sempre le regole compositive tipiche di questo genere di fotografia. Ne abbiamo parlato in questo articolo. Utilizziamo sempre il fuoco manuale. Scattando di notte, le messa a fuoco automatica può non funzionare a dovere. Massimizziamo poi la profondità di campo per avere tutto il paesaggio perfettamente nitido. Il diaframma deve quindi essere abbastanza chiuso: valori tra f/8 e f/11 sono quindi sempre da preferirsi. Gli ISO devono essere mantenuti sotto i 400, così da garantirsi una foto priva di rumore digitale. Agiamo comunque su questi ultimi nel caso la foto risulti o troppo chiara (alziamo gli ISO e chiudiamo il diaframma) o troppo scura (diminuiamo gli ISO e apriamo il diaframma). Non resta quindi che iniziare a scattare e sperare che i fulmini facciano il nostro gioco.

 

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Simone Bergamini

Autore, traduttore e fotografo per passione. Ha collaborato con riviste del settore grafico/fotografico come "Professional Photoshop" e "Fotografia Facile". Collabora con le riviste ufficiali italiane di Nikon e Canon: "Nikon Photografy" e "Canon Professional Photo". Coautore / fotografo del manuale di fotografia "Fotografare gli animali", autore / fotografo del manuale "Fotografare al mare" (Sprea Editori). Fotografo del manuale "In azione con GoPro" (Heopli Editore)

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